Chi usa internet non necessariamente è un “politico moderno”
E’ arrivato il momento di smetterla di stupirsi se il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, usa internet per diffondere le proprie idee, il proprio programma politico e mantenere il contatto con la gente.
E’ arrivato il momento invece di cominciare a stupirsi dei politici che non lo usano e vedono internet ancora come un male assoluto che va combattuto.

Ma non basta, perchè ci sono politici che pensano che usare internet sia solo un mezzo per arrivare ai giovani e non per comunicare con loro.
E’ arrivato il momento di ascoltare chi, come il Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, usa internet per COMUNICARE.
E’ arrivato il momento di non prendere sul serio e non ascoltare chi, tra i politici (ma non solo tra loro), si fa vedere su internet solo perchè, se usi internet sei un POLITICO MODERNO.
10 anni di Google, buon compleanno!
10 anni sono passati da quando, Larry Page e Sergey Brin, due studenti dell’Università di Stanford, fondarono Google, ossia quello che sarebbe diventato il motore di ricerca per eccellenza, il più utilizzato, tanto da far coniare un nuovo verbo,“to google”, sinonimo di “fare una ricerca su internet”, che in Italia si sarebbe trasformato in “googolare”.

Da allora a oggi Google è diventata una delle più grandi aziende del mondo, con fatturati esorbitanti e un valore delle azioni che oggi tocca i 431,00 dollari per azione. E’ bene sapere da dove deriva questo nome perchè sono in pochi a saperlo. Leggendo capirete anche da dove deriva il “Progetto 10100″ dell’ultimo concorso di idee indetto da Google, insieme alla timeline che ne celebra questi 10 anni:
La parola “Google” deriva da googol, termine coniato da Milton Sirotta (nipote all’epoca minorenne del matematico statunitense Edward Kasner) nel 1938, per riferirsi al numero rappresentato da 1 seguito da 100 zeri. L’uso della parola fatto da Google riflette la volontà della società di organizzare l’immensa quantità di informazioni disponibili sul Web. Il termine viene inoltre associato con un gioco di parole all’inglese goggles, binocolo, appunto perché il motore permette di “guardare da vicino” la rete. La parola Google richiama inoltre una fantomatica formula magica; riguardo alla derivazione della formula esistono tesi opposte e contrastanti, ma la più comune la attribuisce ad una popolazione africana che la usava come buon auspicio per la caccia. [Wikipedia]
Google ha cambiato il nostro modo di vivere e di vivere internet. In pochi digitano gli indirizzi web ormai, si preferisce cercare direttamente sul motore di ricerca, consultiamo Google Maps per trovare degli indirizzi ecc…
IBM vuole mettere intenet su un solo supercomputer!
Riporto un articolo di OneHardware a causa del quale ho ancora la bocca spalancata!
Ottenuta la medaglia d’oro per aver costruito il PC più potente al mondo, IBM ha in cantiere un nuovo grande progetto, che farà sicuramente discutere la comunità della rete e non solo: realizzare un singolo super-computer in grado di far “girare” l’intera Internet come un’applicazione web.
Ciò che impressiona di più di questo progetto epico, indicato con in nome in codice Kittyhawk, sono le specifiche tecniche che il sistema finale dovrà soddisfare: si parla infatti di 67.1 milioni di core di elaborazione e di un quantitativo di memoria pari a 32 Petabyte, cioè oltre 30 milioni di Gigabyte.
Il sistema Kittyhawk sarà basato sull’architettura gerarchica IBM Blue Gene/P, al cui livello più basso troviamo unità composte da 4 core Power PC, funzionanti alla frequenza di 850Mhz, integrati all’interno dello stesso chip e dotati di memory controller, denominati “nodi”.
Il livello superiore è costituito invece da schede che contengono 32 nodi, mentre 16 schede costituiscono un semipiano e 2 semipiani formano un rack (in foto). Di conseguenza, un server rack possiede 1024 nodi, per un totale di 4096 processori e 2 Terabyte di memoria. Il sistema Kittyhawk sarà composto dall’interconnessione di 16,384 rack e garantirà una bandwidth di circa 10.4 Petabit/sec.
Circola voce inoltre che il super-computer, progettato inizialmente basandosi sull’architettura Blue Gene/P, potrebbe infine beneficiare delle migliorie architetturali introdotte da IBM con i sistemi Blue-Gene/L, successori dei sistemi Blue-Gene/P e detentori di molti premi destinati ai PC più potenti al mondo.
Leggendo questi numeri, sembra che gestire l’hosting dell’intera rete Internet su un singolo computer non sia un’impresa impossibile: IBM potrebbe stupirci tutti ancora una volta.
Siete rimasti a bocca aperta anche voi eh?
Buon Compleanno Google!!!
Il nostro fido e insostituibile motore di ricerca oggi compie 9 anni anche se nn li dimostra! Auguri e….100 di questi giorni!